DIETRO VIAGGIARE CON GUSTO

Una curiosità che mi porto dietro da sempre

Sono nata a Roma, ho radici campane e da sempre associo i luoghi alle persone, ai ricordi e spesso anche a quello che si mangia.

Viaggio soprattutto con mio marito e nostro figlio e, nel tempo, ognuno di noi ha finito per portare qualcosa nel modo in cui guardiamo i luoghi: io la curiosità per quello che c’è dietro l’angolo, mio marito — che è architetto — l’attenzione per edifici e dettagli che probabilmente da sola non avrei notato, nostro figlio uno sguardo capace di rendere interessante anche ciò che per noi adulti rischierebbe di passare inosservato.

Non colleziono semplicemente destinazioni. Mi piace fermarmi, capire, osservare e soprattutto ricordare quello che è successo mentre ero lì.

LE SOSTE CHE NON ERANO IN PROGRAMMA

La settimana bianca in Trentino, a casa nostra, è quasi un appuntamento fisso. E per anni, percorrendo l’Autostrada del Sole, ogni volta che vedevamo la chiesa di Michelucci dicevamo la stessa cosa:

“Prima o poi dobbiamo fermarci.”

Poi un giorno lo abbiamo fatto davvero.

Fino a quel momento, per me, era semplicemente quella costruzione particolare che vedevo dal finestrino dell’auto. Per fortuna ero con un architetto — mio marito — che ha iniziato a farmela guardare in maniera completamente diversa.

Mi ha fatto vedere come il cemento, un materiale che normalmente immagini pesante e massiccio, lì riesca quasi a diventare una vela. Come possa sembrare leggero, muoversi, aprirsi.

È una cosa che nei nostri viaggi succede spesso: io vedo qualcosa che mi incuriosisce, lui mi fa notare un dettaglio che probabilmente da sola non avrei visto e, improvvisamente, quella che doveva essere soltanto una sosta diventa parte del viaggio.

I RICORDI CHE NON TROVI SULLA GUIDA

L’ascensore di New York

Nostro figlio aveva quattro anni quando siamo stati a New York la prima volta.

Avevamo appena attraversato il ponte di Brooklyn, lui era nel passeggino e noi eravamo pronti a prendere il primo ascensore che ci avrebbe portati verso la metropolitana.

Davanti a noi aspettava un uomo enorme. Sarà stato alto due metri. Aveva le cuffiette nelle orecchie e, completamente immerso nella sua musica, continuava a ballare e a molleggiarsi.

Si apre l’ascensore. Lui entra. Noi ci infiliamo subito dietro con il passeggino.

Le porte si chiudono e lui continua a ballare, occhi chiusi, cuffiette nelle orecchie. A un certo punto si gira, apre gli occhi e si trova nostro figlio davanti.

Ha cacciato un urlo incredibile.

Per due secondi ci siamo spaventati tutti. Poi abbiamo capito: non si era minimamente accorto che fossimo entrati.

È scoppiato a ridere. Noi con lui. E anche nostro figlio, ormai perfettamente consapevole della situazione, rideva.

Quando penso a quel viaggio ricordo naturalmente Manhattan, il ponte di Brooklyn e Central Park. Ma ricordo anche quell’ascensore.

Forse soprattutto quell’ascensore.

VIAGGIARE, I luoghi sono importanti. Le persone di più.

Col tempo ho capito che dei viaggi non mi rimangono soltanto i monumenti, i panorami o i posti che avevo segnato prima di partire.

Mi rimangono le persone incontrate per caso, una risata, una deviazione, una conversazione, qualcosa visto dal finestrino e la decisione improvvisa di fermarsi.

Forse è proprio questo che cerco quando parto: non semplicemente vedere un posto nuovo, ma portarmi a casa una storia.

Perché “Viaggiare con Gusto”

Perché “con Gusto”?

La cucina è l’altra mia grande passione e faccio fatica a separarla dal viaggio. Mi piace assaggiare i piatti locali, guardare i mercati e, sì, entrare anche nei supermercati per capire cosa comprano davvero le persone del posto.

Ma con il tempo ho capito che “gusto” per me significa qualcosa di più.

Significa assaporare il viaggio: fermarsi, osservare, cambiare programma, ridere di quello che succede e non avere sempre fretta di raggiungere la tappa successiva.

Viaggiare con gusto significa prendersi il tempo di vivere quello che succede tra una destinazione e l’altra.

Come è nato Viaggiare con Gusto

Viaggiare con Gusto è nato dal desiderio di raccogliere tutto questo.

Non soltanto itinerari e consigli pratici, ma anche piccoli episodi, ricette, luoghi, tradizioni, architetture e storie che altrimenti rischierebbero di rimanere disperse tra fotografie e ricordi.

Qui racconto i posti in cui sono stata per come li ho vissuti io. Non pretendo che sia il modo migliore di visitarli e nemmeno l’unico.

Sono semplicemente le mie esperienze.

E se una di queste storie riuscirà a farti venire voglia di partire, fermarti in un luogo che altrimenti avresti ignorato o assaggiare qualcosa che non conoscevi, allora Viaggiare con Gusto avrà fatto esattamente quello per cui è nato.

Il prossimo viaggio?

Non so ancora quale sarà la storia che ricorderò di più.
E forse è proprio questo il bello.

Buon Viaggio a tutti!